L’arroganza di Trump si scontra con la realtà

Jun 19, 2026

Per il Presidente, le cose non stanno andando esattamente a gonfie vele

In sintesi

  • Prospettive sui tassi della Fed: la Fed è passata a un approccio pienamente dipendente dai dati e, dopo il tono aggressivo adottato da Kevin Warsh nel suo primo meeting del FOMC, i mercati prezzano ora un rialzo dei tassi a settembre.
  • Divergenza dell’inflazione in Europa: l’economia dell’Eurozona continua a mostrare segnali di debolezza e il calo dei prezzi del petrolio potrebbe consentire alla Bce di mantenere invariati i tassi nelle prossime riunioni.
  • Transizione politica nel Regno Unito: con la vittoria di Andy Burnham in un’elezione suppletiva destinata a cambiare gli equilibri politici, continuiamo a mantenere un atteggiamento prudente sugli asset britannici e riteniamo che i mercati abbiano incorporato solo in misura limitata un premio per il rischio politico.
  • Normalizzazione della politica monetaria in Giappone: la BoJ ha effettuato un nuovo rialzo dei tassi questa settimana, ma il persistente orientamento accomodante del governo continua a pesare sulla valutazione dello yen, vicino a livelli che potrebbero richiedere un intervento.
  • Sintesi macro: il nuovo approccio adottato da Warsh potrebbe aumentare la volatilità dei mercati, con una politica monetaria sempre più dipendente dai dati. La forza del dollaro esercita pressioni sui mercati emergenti, mentre l’ottimismo sul settore tecnologico continua a sostenere l’appetito per il rischio nonostante le tensioni sugli spread creditizi.


Il tono relativamente aggressivo adottato da Kevin Warsh nel suo primo meeting del FOMC ha determinato un appiattimento della curva dei Treasury nel corso dell’ultima settimana.

Con diversi membri della Fed che prevedono si renderà necessaria una stretta monetaria nei prossimi mesi, i future sui tassi d’interesse incorporano ora un rialzo di 25 punti base nella riunione di settembre, con un ulteriore aumento già prezzato nelle aspettative per l’inizio del prossimo anno.

Questa revisione delle aspettative rappresenta un cambiamento significativo rispetto agli ultimi mesi e, a nostro avviso, le attese sul percorso della Fed appaiono ora correttamente valorizzate.

Con la Fed che sta deliberatamente riducendo il ricorso alla forward guidance, ciò che sappiamo è che saranno i dati a determinare direzione e tempistiche delle future decisioni di politica monetaria. In questo contesto, i rischi inflazionistici rappresentano oggi il focus dominante per il FOMC, con i dati sul core PCE della prossima settimana attesi in crescita del 3,4% su base annua.

Un ulteriore dato di questa serie sarà pubblicato prima della riunione della Fed di luglio e un nuovo incremento potrebbe costituire il pretesto per un rialzo già il prossimo mese. Tuttavia, ciò appare poco probabile, considerando il recente arretramento dei prezzi del petrolio nel corso del mese, favorito dal fragile accordo di pace con l’Iran.

Allo stesso modo, ulteriori segnali di rallentamento dell’inflazione potrebbero consentire a Warsh di rinviare un rialzo oltre settembre. Tuttavia, se le condizioni finanziarie dovessero restare accomodanti e il mercato azionario mantenersi tonico, il forte slancio economico potrebbe limitare la velocità con cui l’inflazione tornerà a scendere. Da questo punto di vista, un rialzo a settembre appare uno scenario di base ragionevole.

Detto questo, emerge chiaramente un messaggio: ogni riunione può ormai trasformarsi in un meeting decisivo per la politica monetaria. In tale contesto, i mercati finanziari dovranno probabilmente concentrarsi molto di più sui dati economici e molto meno sui tweet provenienti dalla Casa Bianca.

È inoltre evidente che la decisione di Warsh di istituire diversi gruppi di lavoro incaricati di riesaminare aspetti del modo in cui la Fed svolge il proprio mandato lo pone nella condizione ideale per mantenere aperte tutte le opzioni. Ad esempio, se Warsh volesse rinviare un intervento, potrebbe sostenere di voler attendere prima le conclusioni di tali gruppi di lavoro.

Allo stesso modo, qualora decidesse di adottare misure impopolari, potrebbe attribuirne la necessità alle raccomandazioni formulate da uno di questi organismi. È inoltre significativo che tali iniziative si svolgano in una fase in cui l’amministrazione sta lavorando per ridurre il numero di posizioni presso le Federal Reserve regionali. Ciò rafforza la posizione di Warsh all’interno del sistema Fed, consentendogli di esercitare una maggiore influenza e orientare gli esiti decisionali a proprio favore.

Per quanto riguarda l’inflazione, nell’ultima settimana i tassi break-even si sono ridotti e gli inflation swap hanno restituito parte delle performance registrate in precedenza. Naturalmente, con l’inflazione effettiva ben al di sopra dei livelli impliciti nelle obbligazioni indicizzate all’inflazione, un carry positivo vicino ai 200 punti base, in un contesto di inflazione headline al 4,2%, sta compensando il calo dei break-even.

Ci chiediamo inoltre quanto la Fed riuscirà effettivamente a riportare l’inflazione verso il target in tempi rapidi, dopo aver mancato tale obiettivo al rialzo per oltre cinque anni consecutivi. Da questo punto di vista, nonostante la retorica rigorosa di Warsh nel ribadire il proprio impegno per la stabilità dei prezzi, è interessante notare come, a suo giudizio, quando si parla di inflazione sembri contare soprattutto la cifra a sinistra della virgola.

Di conseguenza, si potrebbe dedurre che un’inflazione collocata nella fascia alta del 2% possa essere considerata accettabile dal nuovo Presidente della Fed. Su questo fronte, potremmo quindi assistere a un’inflazione che rimane ben al di sopra del 2,0% per un periodo prolungato.

Inoltre, se secondo il Presidente della Fed l’inflazione è realmente troppo elevata e la politica monetaria eccessivamente accomodante, viene spontaneo chiedersi perché non vi sia stata una discussione più concreta su un rialzo dei tassi durante questa riunione del FOMC. Si potrebbe infatti sostenere che, se oggi i tassi sono troppo bassi, i rischi di ulteriori pressioni sui prezzi potrebbero continuare ad aumentare prima del prossimo meeting della Fed.

Da questo punto di vista, Warsh potrebbe scoprire che è più facile adottare toni aggressivi che implementare un cambiamento di politica monetaria destinato a risultare impopolare in molti ambienti. Alla fine, saranno le sue azioni, e non le sue parole (o la loro assenza), a determinare il giudizio che verrà espresso sul suo operato.

Guardando all’Europa, continuiamo a sottolineare che, in un contesto di crescita economica più debole, dovrebbe essere possibile assistere a una moderazione dell’inflazione più rapida rispetto agli Stati Uniti. In questo scenario, siamo più propensi a ritenere che il calo dei prezzi del petrolio possa consentire alla BCE di mantenere invariati i tassi nelle prossime riunioni.

Rispetto al 2022, l’aumento dell’inflazione in Europa è stato molto più contenuto e ciò suggerisce che un ciclo di rialzi dei tassi difficilmente sarà necessario. In questo contesto, continuiamo a individuare maggior valore nei rendimenti a breve scadenza dell’Eurozona rispetto ai Treasury statunitensi e riteniamo che la persistente divergenza economica possa continuare a sostenere questo differenziale nei prossimi mesi.

Nel Regno Unito, la vittoria di Andy Burnham nell’elezione suppletiva di Makerfield prepara il terreno a una competizione per la leadership nei prossimi giorni, con l’ex sindaco di Manchester destinato a succedere a Keir Starmer come Primo Ministro.

In questo contesto, riteniamo che il Partito Laburista si sposterà in modo più deciso verso sinistra, adottando nei prossimi mesi politiche improntate a maggiore spesa pubblica e maggiore tolleranza verso l’inflazione, nel tentativo di attuare la visione di Burnham per il Paese.

Pur avendo dichiarato di voler rispettare le regole fiscali, sembra che Burnham possa cercare di modificarle estendendo l’orizzonte temporale delle analisi, così da rinviare il consolidamento fiscale e poter spendere di più nell’immediato, nei prossimi anni.

Riteniamo inoltre probabile un tentativo di spostare fuori bilancio alcune spese, come i progetti infrastrutturali e l’incremento della spesa per la difesa, mobilitando così ulteriore capitale. Tuttavia, temiamo che mercati scettici possano interpretare tali misure come una forma indiretta di allentamento fiscale.

In tal caso, la sua credibilità potrebbe essere messa alla prova dai mercati. Per questo motivo continuiamo a mantenere un atteggiamento prudente sugli asset britannici e riteniamo che i mercati abbiano incorporato solo in misura limitata un premio per il rischio politico nel Regno Unito.

In Giappone, il rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan di questa settimana è stato accolto positivamente dai mercati finanziari, con Ueda apparentemente intenzionato a proseguire gradualmente il percorso di normalizzazione della politica monetaria.

I dati economici giapponesi restano relativamente solidi e i fondamentali potrebbero essere coerenti con una traiettoria di rialzi più rapida. Tuttavia, il Primo Ministro Takaichi continua a essere impegnato nel massimizzare la crescita del Pil nominale, suggerendo un orientamento complessivamente più accomodante.

Di conseguenza, appare improbabile che i differenziali di tasso rispetto agli Stati Uniti si riducano in tempi brevi e la politica della BoJ sembra destinata a continuare a pesare sulla valutazione dello yen.

Sebbene la valuta giapponese resti estremamente sottovalutata sulla base dei fondamentali, abbiamo deciso di chiudere una posizione lunga sullo yen poco sopra quota 160 contro il dollaro, ritenendo che soltanto l’intervento delle autorità, o la minaccia di un intervento, possa impedire un ulteriore indebolimento della valuta nel breve termine.

Tuttavia, cresce il rischio che il cambio possa rompere al rialzo l’attuale fascia di oscillazione nelle prossime settimane e, da questo punto di vista, il rapporto rischio/rendimento di una posizione lunga sullo yen non appare più particolarmente interessante.

L’attuazione di un accordo in Medio Oriente ha contribuito a sostenere il sentiment sugli asset rischiosi nel corso della settimana, mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un calo. Pur continuando a evidenziare i rischi per le catene di approvvigionamento e la possibilità di una ripresa delle ostilità nella regione, sembra prevalere la volontà di guardare oltre il rumore di fondo.

In questo contesto, l’appetito per il rischio continua a essere sostenuto dall’ottimismo sul settore tecnologico, come dimostrato dal rialzo del 50% del valore delle azioni SpaceX immediatamente dopo la recente IPO. Nel credito, gli spread hanno annullato i guadagni registrati a metà settimana, in un contesto caratterizzato da una forte offerta di nuove emissioni e da prospettive di tassi più restrittive. Detto ciò, la volatilità degli spread è rimasta contenuta in un intervallo ristretto.

Sul mercato valutario, il dollaro ha continuato a rafforzarsi all’indomani della riunione del FOMC, sostenuto dall’ampliamento dei differenziali attesi sui tassi d’interesse tra gli Stati Uniti e le altre principali economie. L’euro si è avvicinato ai minimi dell’anno, in area 1,14 dollari.

Nel frattempo, lo yen ha raggiunto livelli ai quali potrebbe essere ragionevole attendersi un intervento delle autorità, sebbene per il momento il Ministero delle Finanze sia rimasto relativamente silenzioso. Un dollaro più forte tende, inoltre, a pesare sul sentiment dei mercati emergenti e si è osservata una certa debolezza sia nei tassi locali sia nelle valute, a fronte dell’apprezzamento del biglietto verde.

Guardando avanti

Riteniamo che il nuovo approccio adottato da Warsh alla Fed possa evidenziare un potenziale aumento dell’incertezza e della volatilità dei mercati. Come già osservato, ogni riunione di politica monetaria è ormai un evento potenzialmente decisivo. Riducendo la comunicazione preventiva, Warsh mantiene aperte tutte le opzioni e lascia i mercati nell’incertezza.

Inoltre, considerando che Warsh sembra vedere sia il livello dei tassi sia la dimensione del bilancio della Fed come strumenti di politica monetaria, è possibile ipotizzare che possa promuovere l’idea secondo cui una gestione attiva del bilancio sia uno strumento più efficace dei tassi d’interesse per ottenere una posizione monetaria più restrittiva.

In particolare, se condizioni finanziarie eccessivamente accomodanti stanno incoraggiando comportamenti speculativi che alimentano le pressioni inflazionistiche, limitare la liquidità disponibile potrebbe rappresentare una soluzione più efficace rispetto a un semplice aumento del tasso sui Fed Funds.

Probabilmente è ancora presto per trarre conclusioni definitive. Nel frattempo, però, a Washington la vita sembra diventare sempre più complicata per un Presidente americano sotto pressione.

Numerosi commentatori politici e molti esponenti del suo stesso partito hanno espresso giudizi molto critici sul memorandum d’intesa con l’Iran, sostenendo che l’intera operazione “Epic Fury” abbia finito per rafforzare la posizione del regime iraniano in Medio Oriente e rendere il mondo un luogo più pericoloso.

L’episodio avrebbe inoltre evidenziato i limiti della potenza militare statunitense e potrebbe contribuire a ridurre l’inclinazione a future avventure internazionali nei prossimi trimestri e anni.

Nel frattempo, anche più vicino a casa, il progetto caro a Trump per ripulire il Reflecting Pool presso il Lincoln Memorial non sembra aver avuto maggiore successo. L’acqua, anziché assumere il celebrato colore “blu bandiera americana”, si è trasformata nel corso dell’ultima settimana in una vistosa tonalità verde.

Prima gli iraniani, ora una fioritura di alghe: sembra che Donald Trump continui a incontrare avversari inattesi. D’altronde, le politiche verdi non sono mai state il suo punto di forza.

Iscriviti per ricevere gli approfondimenti via mail

Iscriviti ora per ricevere gli ultimi approfondimenti economici e sugli investimenti dei nostri esperti, inviati direttamente alla tua casella di posta elettronica.

Il presente materiale è fornito da RBC Global Asset Management (RBC GAM) a soli fini informativi e non può essere riprodotto, distribuito o pubblicato senza il previo consenso scritto di RBC GAM o delle sue società collegate qui indicate. Il presente materiale non costituisce un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di alcun titolo, prodotto o servizio in alcuna giurisdizione; né è inteso a fornire consulenza di investimento, finanziaria, legale, contabile, fiscale o di altra natura, e tali informazioni non devono essere utilizzate o considerate come base per la prestazione di tale consulenza. Il presente materiale non è disponibile per la distribuzione a investitori residenti in giurisdizioni in cui tale distribuzione sia vietata.

 

RBC GAM è la divisione di asset management di Royal Bank of Canada (RBC) che include RBC Global Asset Management Inc. (RBC GAM Inc.), RBC Global Asset Management (U.S.) Inc. (RBC GAM-US), RBC Global Asset Management (UK) Limited (RBC GAM-UK) e RBC Global Asset Management (Asia) Limited (RBC GAM-Asia), le quali sono controllate separate ma collegate di RBC.

 

In Canada, il presente materiale è fornito da RBC GAM Inc. (inclusa PH&N Institutional), regolamentata da ciascuna commissione provinciale e territoriale sui titoli. Negli Stati Uniti (USA), il presente materiale è fornito da RBC GAM-US, un consulente d'investimento registrato a livello federale. Nel Regno Unito (UK) e in Australia, il presente materiale è fornito da RBC GAM-UK, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito. Nello Spazio Economico Europeo (SEE), il presente materiale è fornito da BlueBay Funds Management Company S.A. (BBFM S.A.), regolamentata dalla Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF). In Germania, Francia, Svezia, Italia, Spagna e Paesi Bassi, BBFM S.A. opera con passaporto di succursale ai sensi della Direttiva sugli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (2009/65/CE) e della Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (2011/61/UE). In Spagna, BlueBay Funds Management S.A. è registrata presso la CNMV al n. 607. In Svizzera, il presente materiale è fornito da BlueBay Asset Management AG, dove il Rappresentante e Agente Pagatore è BNP Paribas Securities Services, Paris, succursale de Zurich, Selnaustrasse 16, 8002 Zurigo, Svizzera. In Giappone, il presente materiale è fornito da BlueBay Asset Management International Limited, registrata presso il Kanto Local Finance Bureau del Ministero delle Finanze giapponese. In Asia, il presente materiale è fornito da RBC GAM-Asia, autorizzata dalla Securities and Futures Commission (SFC) di Hong Kong.

 

Ulteriori informazioni su RBC GAM sono disponibili all'indirizzo www.rbcgam.com.

 

Il presente materiale non è stato esaminato da, né registrato presso, alcuna autorità di regolamentazione dei titoli o di altra natura e può, ove opportuno e consentito, essere distribuito dalle entità sopra elencate nelle rispettive giurisdizioni.

 

Tutte le informazioni relative alle prospettive economiche e d'investimento contenute nel presente materiale sono state compilate da RBC GAM a partire da diverse fonti. Le informazioni ottenute da terzi sono ritenute affidabili, ma alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, viene resa da RBC GAM, dalle sue società collegate o da qualsiasi altra persona in merito alla loro accuratezza, completezza o correttezza. RBC GAM e le sue società collegate non si assumono alcuna responsabilità per eventuali errori od omissioni in tali informazioni.

 

Le opinioni qui contenute riflettono il giudizio e la thought leadership di RBC GAM e sono soggette a modifiche in qualsiasi momento. Tali opinioni sono fornite a soli fini informativi e non intendono costituire una consulenza d'investimento o finanziaria, né si deve fare affidamento su di esse o agire sulla loro base per la prestazione di tale consulenza. RBC GAM non si assume alcun obbligo o responsabilità di aggiornare tali opinioni.

 

RBC GAM si riserva il diritto, in qualsiasi momento e senza preavviso, di modificare, emendare o cessare la pubblicazione di queste informazioni.

 

I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. Non è possibile investire direttamente in un indice.

 

Alcune delle dichiarazioni contenute nel presente materiale possono essere considerate dichiarazioni revisionali che forniscono aspettative o previsioni correnti su risultati o eventi futuri. Le dichiarazioni revisionali non costituiscono una garanzia di rendimenti o eventi futuri e comportano rischi e incertezze. Si raccomanda di non fare un affidamento indebito su tali dichiarazioni, poiché i risultati o gli eventi effettivi potrebbero differire materialmente da quelli descritti in tali dichiarazioni revisionali a causa di diversi fattori. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, vi invitiamo a considerare attentamente tutti i fattori rilevanti.

 

® / TM Trademark(s) di Royal Bank of Canada. Utilizzati su licenza.
© RBC Global Asset Management Inc., 2026  

Direct from Dowding

Voglio iscrivermi per ricevere gli approfondimenti di Mark Dowding direttamente nella mia casella di posta elettronica


Conferma i dati inseriti

Certifico di essere un investitore istituzionale / investitore professionale. Inserendo questi dati, accetto di ricevere da RBC BlueBay Asset Management e-mail di approfondimento e contenuti di "thought leadership", oltre a qualsiasi altra sottoscrizione e-mail da me scelta.

(È possibile annullare l'iscrizione o modificare le proprie preferenze in qualsiasi momento, in fondo a ogni e-mail ricevuta. Leggi la nostra privacy policy per sapere come conserviamo i vostri dati personali).


Digita i caratteri visualizzati di seguito:

Si è verificato un errore durante la generazione dell’immagine captcha.